L’ingrediente celato

  Santa rufina – Rieti

      – 1990/91 –

 

A proposito di “Storie di bizzarre ricette” mi è tornato alla mente quella volta che a casa di miei zii, mi chiesero di preparare un classico spaghettino aglio e olio. Era quasi la mezzanotte, orario perfetto per riavvicinarsi alla tavola, la serata con gli amici di sempre trascorreva piacevole e in modo perfetto. Il cuoco in questione ero io, e anche se giovanotto, la mia fama, o fame sui fornelli, mi precedeva di gran lunga. Pressochè “affamoso” ebbi il benestare di tutti i presenti, i loro palati umidi acclamavano le mie talentuose doti di “Chef”. Rimasto per parecchio tempo ospite dagli zii per motivi di lavoro, conoscevo la casa quanto quella dei miei genitori dove vivevo. Non persi tempo. Desideroso di mettermi in mostra, balzai in cucina, adiacente alla grande sala, completamente solo, mi misi all’opera. Versai subito dell’acqua in un pentolone, lo misi sul fornello, presi la padella più grande che la cucina mi potesse offrire, ad occhio, misi giù del buon olio extravergine. Aggiunsi 3 o 4 spicchi d’aglio, ora non ricordo bene, e presi dei bei peperoncini rossi, erano appesi, ancora mezzi mezzi, in via di essiccazione. Lo spaghetto era nella dispensa, e tutto procedeva a meraviglia. Come succede spesso a chi cucina calcolando le quantità degli ingredienti ad occhio, se il numero dei commensali aumenta, in proporzione aumentano anche le dosi. Fù quello che feci, sempre, e solo rigorosamente ad occhio, le riaggiunsi. E qual’è il problema? Pensai, “più siamo, e meglio stiamo”, mi apprestai ad rimpinguare la padella con un altro filino d’olio, iniziava a sembrarmi scarso per condire tutta la pasta. Aprii lo sportello sotto il lavandino, il classico posto, dove in tanti teniamo l’olio, afferrai la bottiglia ed ebbi appena il tempo di accorgermi che altrettanto classico era il posto dove tutti riponiamo anche il sapone per i piatti… Troppo tardi! Il liquido a contatto con l’olio, si era praticamente fuso. Fattosi corpo unico, stava rilasciando gradevoli vapori al profumo di limone. Che figuraccia, questo era veramente troppo.
E la mia reputazione? La pasta che nel frattempo avevo messo giù, era quasi al dente. Troppo poco tempo per ricominciare da capo. Se c’è una cosa penosa che non và mai fatta, è presentare uno spaghetto cotto, o come sarebbe stato nel mio caso, addiritura stracotto. Questo non poteva, e non doveva accadere. A tali eventi minacciosi “lo stress”, l’organismo reagisce in via neuro-ormonale stimolando le ghiandole surrenali a produrre adrenalina e cortisolo. L’adrenalina induce  la vasocostrizione delle meta-arteriole (da qui il pallore cutaneo) e stimola, tramite un ulteriore mediatore chimico, le ghiandole sudoripare. Ecco perché sudavo freddo e nello stesso tempo vampe di calore attraversavano il mio corpo. Era una corsa contro il tempo che non volevo perdere. Aprii il frigo. Gli occhi, come uno scanner laser, passavano al setaccio tutti i ripiani alla ricerca dell’ ingrediente perduto.
Fù tutto in un attimo, mi ritrovai un barattolino di olive verdi a rondelle tra le mani. Perfette!!! Il resto degli ingredienti sembrava saltar fuori da solo, prezzemolo, capperi, e per finire un bel tubetto di alici… di quelle belle salate, ma all’occorenza, buone, anzi, buonissime. La lama del coltello correva veloce sul tagliere di legno, sembrava sfrecciare come mai ero riuscito a farla andare prima di allora. Un trito omogeneo prese forma, i suoi effluvi graffiavano la mia gola, il pensiero andava veloce…”ci starà bene con l’acidulo del limone?” Mantecai più velocemente possibile, una’altra spolverata di prezzemolo, e tutti a tavola. Un successo!!! Volete sapere come finì la serata? No come state pensando in tanti, anzi…  continuò pacata. Le persone, tutte esperte di alta cucina, “così sempre ci sentiamo” cercarono invano di scoprire l’ingrediente sapientemente celato. All’alba del giorno dopo, stanchi morti e presi dal sonno, decretarono la mia innata dote nelle arti culinarie, confermando la mia straordinaria bravura. Gli amici, rassegnati, si ritirarono nelle proprie stanze, e non seppero mai che fù del sapone per i piatti a dare quel tocco speciale allo spaghetto da loro tanto bramato.

 

De gustibus non est disputandum

 

 

 Dedico questo mio racconto a zio Roberto

che da pochi giorni improvvisamente ci ha lasciato.

 

L’orgoglio ci allontana, la morte ci separa.

 

La colpa è solo nostra se ci siamo fatti strappare dal tempo

momenti insieme che nessuno potrà ridarci.

 

 

 Brigata Cacioepepe

(Il Presidente)

       G.C.

 

           

                                    La ricetta

 

Spaghetto di Mezzanotte

ingredienti per 6/8 persone:

Spaghetti-500gr.

Olio extravergine-Q.B.

Spicchi d’aglio-n.3/4

Peporoncini-n.3

Olive verdi a rondelle-Un cucchiaio

Capperi-n.8/10

Alici in tubetto-giusto un accenno

Prezzemolo-Q.B.

Per la versione originale usate sapone per i piatti   “rigorosamente al limone”